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Verso il Nuovo P.T.R.C.
Verso il nuovo PTRC. Confronto su idee e temi (marzo 2007)
Il convegno che rappresenta uno spazio di confronto sulla prima fase di elaborazione del piano ha l'ambizione di raccordare le voci dei maggiori esperti in materia di territorio e paesaggio con le problematiche e le esigenze derivanti dall'attività delle strutture regionali, che sono chiamate a dare il loro contributo in modo sinergico e integrato.
Il Veneto è una delle regioni che si misura più direttamente con le nuove sfide della modernizzazione e pertanto la redazione del Piano Territoriale Regionale rappresenta un momento fondamentale per fissare alcuni grandi obiettivi di assetto spaziale e di uso delle risorse in una logica che sappia guardare al futuro.
Questo strumento pertanto oltre ad avere una dimensione normativa deve avere "un'anima strategica", definendo alcuni grandi obiettivi.
Anche il Programma Regionale di Sviluppo sottolinea come sia improponibile pensare al futuro in termini di pura e semplice continuità col passato e che la discontinuità va ricercata in uno sviluppo basato su fattori qualitativi.
La sfida della qualità come obiettivo socialmente condiviso va declinata in relazione ad alcuni obiettivi essenziali:
- un riorientamento delle politiche di sviluppo in chiave di spazio europeo, in un contesto che vede perdere di significato i vecchi confini geografici;
- il rafforzamento delle capacità di competere del sistema economico regionale, puntando alla definizione territoriale dei target produttivi e delle filiere di eccellenza da sviluppare (meccatronica, alimentare, turismo/ospitalità, servizi, ecc.);
- la capacità di tutelare risorse territoriali fondamentali e irriproducibili;
- la valorizzazione delle città venete come "motore di futuro", favorendo la razionalizzazione delle nuove polarità urbane (centri commerciali, direzionali, ecc.), la trasformazione delle gradi piattaforme produttive (Marghera, ZIP, ZAI, ecc.), la definizione dei servizi rari (parchi tecnologici, scientifici, fiere, aree per il medicale, attrezzature per lo sport, ecc.), il recupero delle periferie urbane degradate e, non ultima, la limitazione dell'uso del suolo per lo sviluppo insediativo, magari facilitando la verticalizzazione anche delle piastre industriali e del terziario;
- la definizione, derivandola dal Piano Regionale dei Trasporti, della rete della "mobilità fast" (logistica, sistema aeroportuale e cittadelle aeroportuali, corridoi europei, portualità, ecc.) e della "mobilità slow" (canali navigabili, strade romantiche, piste ciclabili, alte vie, percorsi tematici ed enogastronomici, ecc.), nonché l' individuazione dei "corridoi energia" e delle reti tecnologiche;
- la salvaguardia del patrimonio rurale e l'individuazione degli interventi più appropriati per valorizzare l'agricoltura di qualità;
- l'indicazione della rete ecologica del Veneto, da raccordare a quella europea costituita da parchi naturali e territori ad elevata naturalità;
- l'individuazione dei "sistemi di paesaggio" quali elementi necessari per favorire interventi mirati di restauro e valorizzazione territoriale alla ricerca di una nuova e moderna sintesi di cultura e natura e di un nuovo e moderno equilibrio tra uomo e ambiente.
Nel territorio queste diverse dimensioni (la capacità di competere, di cooperare ed aprirsi allo spazio europeo, di preservare al meglio le risorse, di rafforzare l'armatura urbana regionale, ecc.) devono trovare una sintesi positiva. Il territorio per il Veneto deve rimanere una risorsa competitiva sia in senso locale che in una visione più allargata allo spazio nazionale, comunitario, internazionale.
La sfida della pianificazione è quella di supportare attraverso politiche territoriali coordinate il raggiungimento di un nuovo modello di sviluppo capace di preservare le risorse, di ridare identità, di offrire servizi di qualità ad imprese e abitanti.
Naturalmente bisogna partire dalla specificità del territorio regionale, dal suo elevato grado di diversificazione. Per ciascuno dei macro-ambiti che lo compongono (la montagna, la fascia pedemontana, la grande pianura urbanizzata, la fascia costiera, gli spazi rurali a bassa densità) occorre tenere conto delle diverse e complementari vocazioni territoriali, integrando e valorizzando le risorse distintive dei diversi sistemi locali.
Con queste premesse progettuali il piano territoriale regionale, su cui è stato redatto un documento preliminare di VAS ("Analisi di Sostenibilità degli orientamenti iniziali del nuovo PTRC") ambisce a configurarsi, grazie al convergere di contributi di quanti hanno competenze e responsabilità in materia di territorio, come strumento di governance, manifesto fortemente simbolico dell'azione integrata e coordinata della Giunta Regionale.
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